Germoglio, 1988 (1989)

foglia d'oro su carta
73 × 102 cm
L'inestricabile nesso tra 'ars et scientia'
"In Germoglio l’opera di Remo Salvadori mostra di essere perfettamente in linea con la miglior tradizione dell’arte italiana: discendente, con tutta evidenza, di quell’inestricabile nesso rinascimentale tra ars et scientia i cui più eminenti rappresentanti sono stati Brunelleschi, Masaccio e Piero della Francesca.
E non soltanto è assimilabile agli esiti pittorici e architettonici di quella straordinaria stagione per la ricerca di una perfezione estetica e di una bellezza che promana da un’interiore armonia, ma anche – e forse soprattutto – per il rigore matematico-geometrico con il quale è costruita; quel rigore che è dispiegato per intero nel De prospectiva pingendi dello stesso Piero della Francesca, così come nella Summa de arithmetica, geometria, proportioni et proportionalita e nel De Divina proportione di Luca Pacioli, quest’ultimo illustrato da Leonardo da Vinci, cui si potrebbe aggiungere anche il De harmonia mundi di Francesco Zorzi, che mette in luce le relazioni fra teoria musicale e scienze matematiche."
(Marco Biraghi, Germoglio, in Remo Salvadori, catalogo della mostra [Milano, Palazzo Reale, Museo del Novecento, chiesa di San Gottardo in Corte, 2 luglio-14 settembre 2025], a cura di Elena Tettamanti e Antonella Soldaini, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2025, p. 125)

Germoglio, 1988 (1989)

foglia d'oro su carta
73 × 102 cm
L'inestricabile nesso tra 'ars et scientia'
"In Germoglio l’opera di Remo Salvadori mostra di essere perfettamente in linea con la miglior tradizione dell’arte italiana: discendente, con tutta evidenza, di quell’inestricabile nesso rinascimentale tra ars et scientia i cui più eminenti rappresentanti sono stati Brunelleschi, Masaccio e Piero della Francesca.
E non soltanto è assimilabile agli esiti pittorici e architettonici di quella straordinaria stagione per la ricerca di una perfezione estetica e di una bellezza che promana da un’interiore armonia, ma anche – e forse soprattutto – per il rigore matematico-geometrico con il quale è costruita; quel rigore che è dispiegato per intero nel De prospectiva pingendi dello stesso Piero della Francesca, così come nella Summa de arithmetica, geometria, proportioni et proportionalita e nel De Divina proportione di Luca Pacioli, quest’ultimo illustrato da Leonardo da Vinci, cui si potrebbe aggiungere anche il De harmonia mundi di Francesco Zorzi, che mette in luce le relazioni fra teoria musicale e scienze matematiche."
(Marco Biraghi, Germoglio, in Remo Salvadori, catalogo della mostra [Milano, Palazzo Reale, Museo del Novecento, chiesa di San Gottardo in Corte, 2 luglio-14 settembre 2025], a cura di Elena Tettamanti e Antonella Soldaini, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2025, p. 125)